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 XVIII CONGRESSO DELLA SIPeM 

SERVIRE IL FUTURO: VALORI E AMBIENTI DI FORMAZIONE PER LA COMPETENZA
DEI PROFESSIONISTI DELLA CURA

 

SENIGALLIA 20-21 OTTOBRE 2016

Si è concluso il 18° Congresso Nazionale della Società Italiana di Pedagogia Medica e - a riflettori ormai spenti ed emozioni sopite - proviamo a fare qualche primo bilancio.

 

Sono state due giornate molto piene e molto ricche, specchio fedele dello stato della pedagogia medica in Italia, oggi: (ancora) pochi ma (sempre) buoni, con una generazione giovane che incalza e su cui il Direttivo è fortemente intenzionato ad investire. Nell’arco delle due giornate la presenza media si è aggirata in maniera costante intorno al centinaio di partecipanti, con un mix abbastanza equilibrato di professioni e di generazioni: riflettiamo allora innanzi tutto su questi due primi dati.

 Sono ancora molti i vincoli che ostacolano una partecipazione più piena dei formatori dei professionisti della cura alle attività educative e scientifiche di pedagogia medica, a cominciare dal mancato riconoscimento del valore del “formarsi a formare”. L’offerta di crediti ECM garantita da un evento congressuale da sola non basta, tanto è ampia la possibilità di scelta a livello locale e nazionale. Nelle Università si osservano i primi timidi tentativi di prendere in considerazione il problema della formazione alla funzione didattica, ma la strada è ancora lunga. Prendiamo allora atto della situazione e attrezziamoci per continuare ad agire con paziente determinazione verso il futuro, senza abbandonare la visione indicata dal nostro Manifesto:” il miglioramento della formazione come indispensabile strategia nel promuovere una “buona” Medicina in Italia”.

I laboratori del Congresso hanno indicato chiaramente cosa la SIPeM intenda per “buona” Medicina: una cura rivolta all’accoglienza delle diversità, dei punti di vista, dei linguaggi, aperta all’innovazione tecnologica, pur rimanendo vigile nell’attenzione critica verso il nostro tempo.

Il tempo - presente nel titolo del congresso declinato come futuro - è stato uno dei temi ricorrenti, come richiamo all’immediatezza e alla concretezza dell’azione di cura ma anche alla progettualità. La SIPeM crede nella ricerca e ci investe: abbiamo assegnato il primo premio di ricerca, dedicato alla memoria di Giovanni Renga, ad un giovane infermiere, per una ricerca sulla formazione inter-professionale. Ne ascolteremo i risultati fra due anni, al prossimo congresso, quando assegneremo il prossimo premio. L’investimento nel futuro è testimoniato anche dall’importante apertura all’associazione studentesca SISM (molti studenti ospiti del Congresso) e dall’imminente lancio di un progetto di formazione specificamente rivolto ai giovani, la “Linea Verde”, di cui fra poco saranno resi pubblici i dettagli.

Rimane una dimensione “immateriale” di cui parlare, che però può solo essere nominata e non compresa, se non da chi l’ha vissuta: la qualità del clima relazionale che abbiamo vissuto nei due giorni, favorito anche dalla qualità dell’ospitalità e dell’organizzazione. Chi c’era, sa; chi non c’era e legge queste righe, speriamo sia incuriosito, ingelosito e ingolosito e partecipi ad uno dei prossimi eventi formativi, che non mancheremo di proporre.

 Foto Congresso

 Ballo cena sociale

 

 

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